Che cos'è la taratura?
La taratura elettrica confronta strumenti che misurano o generano grandezze elettriche — come tensione, corrente, resistenza, capacità e frequenza — con un riferimento a tracciabilità documentata. Come riferimento si utilizzano calibratori multifunzione e resistori campione.
Perché si esegue?
L'obiettivo è che tutte le decisioni basate su misure elettriche siano affidabili. Le prove di sicurezza elettrica, le misure di controllo qualità e il monitoraggio energetico dipendono direttamente dall'accuratezza di questi strumenti.
A quali strumenti?
- Multimetri digitali e analogici
- Pinze amperometriche
- Alimentatori e sorgenti di corrente
- Oscilloscopi
- Prova di resistenza di isolamento (megger)
- Prova di resistenza di terra
- Analizzatori di potenza e di energia
- Calibratori e simulatori di processo
- Indicatori e trasmettitori di temperatura (ingresso elettrico)
Grandezze misurate
- Tensione CC e CA
- Corrente CC e CA
- Resistenza (intervalli di valori bassi e alti)
- Capacità e induttanza
- Frequenza
- Dipendenza dalla frequenza nelle misure CA
- Effetto di interferenza e carico
Intervallo di taratura
L'intervallo di taratura non è fissato da alcuna norma e non esiste una regola generale del tipo "una volta l'anno". Si determina valutando insieme la raccomandazione del fabbricante, frequenza e condizioni d'uso, criticità della misura, deriva emersa dalle tarature precedenti ed eventuale prescrizione di legge. ILAC-G24 / OIML D10 ne descrivono i metodi. L'approccio corretto è partire da un intervallo ragionevole e poi allungarlo o accorciarlo in base ai risultati successivi: si allunga per uno strumento stabile, si accorcia per uno che deriva.
Metodo e riferibilità
- ISO/IEC 17025
- IEC 61010-1 (sicurezza degli strumenti di misura)
- EURAMET cg-15 (taratura dei multimetri)
- Serie IEC 61557 (strumenti di prova per impianti)
- JCGM 100 (GUM — incertezza)
Metodo e riferibilità
- ISO/IEC 17025
- IEC 61010-1 (sicurezza degli strumenti di misura)
- EURAMET cg-15 (taratura dei multimetri)
- Serie IEC 61557 (strumenti di prova per impianti)
- JCGM 100 (GUM — incertezza)
Processo di taratura
- 1Accettazione dello strumento ed esame preliminareSi esaminano il funzionamento dello strumento e lo stato di connettori e sonde. Si registrano la versione firmware ed eventuale stato di autotaratura.
- 2Tempo di riscaldamentoLo strumento è alimentato per il tempo previsto dal fabbricante fino alla stabilità termica. Una misura senza riscaldamento non rappresenta le prestazioni reali.
- 3Preparazione della sorgente di riferimentoSi mette in servizio un calibratore multifunzione o un campione di riferimento con riferibilità documentata e se ne conferma la stabilità.
- 4Scelta della funzione e del campoSi definiscono punti di misura per ogni funzione dello strumento (tensione CC/CA, corrente, resistenza, frequenza) e per i campi impiegati.
- 5Esecuzione delle misureIn ogni punto si applica il valore di riferimento e si registra la lettura; si considerano effetti di cavo, tensione termoelettrica e carico.
- 6Calcolo dello scostamentoLa differenza tra lettura e riferimento è calcolata in valore assoluto e in percentuale della lettura.
- 7Bilancio di incertezzaSi combinano incertezza e deriva del calibratore di riferimento, risoluzione, rumore e ripetibilità. In ambito elettrico la deriva del campione è spesso il contributo maggiore.
- 8Emissione del certificatoI risultati sono riportati per funzione e per punto; su richiesta si aggiunge una dichiarazione di conformità con regola decisionale.
Incertezza di misura
Ogni risultato di taratura è accompagnato da un'incertezza di misura; un risultato senza incertezza è incompleto. L'incertezza è valutata secondo l'approccio GUM (JCGM 100): si combinano incertezza del campione, ripetibilità, risoluzione, effetti ambientali e stabilità dello strumento. Il certificato riporta l'incertezza estesa con il fattore di copertura (di norma k = 2) e il livello di fiducia approssimato. La minima incertezza dichiarabile è limitata dalla capacità di misura e taratura (CMC) dello scopo accreditato; non è consentito dichiarare un'incertezza migliore.
- L'incertezza del calibratore di riferimento
- La stabilità (deriva) del riferimento dalla sua taratura — solitamente la voce più grande in questo campo
- Risoluzione dello strumento e rumore
- Tensioni termoelettriche (nelle misure di bassa tensione CC)
- Resistenza del cavo ed effetti di connessione
- Coefficiente di temperatura
- Ripetibilità
Contenuto del certificato
- Dati del laboratorio e numero di certificato
- Cliente e identificazione dello strumento tarato: marca, modello, matricola
- Data di taratura e data di emissione del certificato
- Metodo di taratura applicato o riferimento alla procedura
- Campioni di riferimento impiegati e informazioni di riferibilità
- Condizioni ambientali durante la taratura (temperatura, umidità e, se necessario, pressione)
- Punti di misura, valori di riferimento e letture dello strumento
- Scostamenti calcolati
- Incertezza estesa di misura e fattore di copertura
- Personale che ha eseguito e approvato la taratura
- Le funzioni e i campi tarati
- Il valore di riferimento, la lettura e la deviazione per ciascun punto
- La deviazione espressa come percentuale della lettura
- Tempo di riscaldamento
Dichiarazione di conformità e limiti
Un certificato di taratura NON è un certificato di conformità. La taratura misura e riporta lo scostamento dello strumento; non lo corregge e non afferma che lo strumento sia "corretto". Per decidere l'idoneità all'uso occorre definire una tolleranza (criterio di accettazione), e tale tolleranza la stabilisce l'utilizzatore, non il laboratorio. Se si richiede una dichiarazione di conformità, la ISO/IEC 17025 punto 7.8.6 impone di concordare in anticipo una REGOLA DECISIONALE che definisca come l'incertezza entra nella decisione; una dichiarazione che ignori l'incertezza è fuorviante. Il certificato mostra inoltre lo stato AL MOMENTO della taratura: uso, trasporto o urti successivi possono modificarlo e il certificato non lo copre. Se vi compare una data di prossima taratura, non è una decisione del laboratorio ma un promemoria basato sull'intervallo indicato dal cliente.
Accreditamento
La taratura è svolta secondo ISO/IEC 17025, che richiede competenza tecnica, imparzialità e riferibilità metrologica del laboratorio. L'accreditamento è concesso per METODO e per CAMPO DI MISURA: una grandezza o un campo non presenti nell'allegato dello scopo non sono accreditati e per quella misura non può essere emesso un certificato con marchio di accreditamento. Lo scopo definisce inoltre la minima incertezza offribile (CMC); non se ne può dichiarare una migliore. EUROLAB dispone di accreditamento riconosciuto a livello internazionale secondo ISO/IEC 17025, rilasciato da enti firmatari dell'accordo ILAC; se il vostro strumento possa essere tarato in ambito accreditato viene confermato per iscritto in fase di offerta.
Ambito e abilitazioniTarature correlate
Domande frequenti
Devo far tarare tutte le funzioni?
No. È sufficiente tarare solo le funzioni e i campi che utilizzate, il che riduce il costo. Tuttavia, il certificato copre solo le funzioni tarate; una misura effettuata con una funzione al di fuori di tale ambito non è considerata tracciabile.
Quanti anni di storico dovrebbe avere il mio strumento?
I risultati di taratura consecutivi mostrano la tendenza di deriva dello strumento e sono l'unico modo per stabilire un intervallo di taratura realistico. I vecchi certificati devono quindi essere conservati e confrontati con il nuovo risultato.
La taratura corregge il mio strumento?
No. La taratura misura e riporta la deviazione; la regolazione è un'operazione separata e deve essere richiesta. Quando viene effettuata una regolazione, i risultati prima e dopo la regolazione vengono riportati separatamente — questo permette di vedere quanto lo strumento è derivato durante il suo intervallo di taratura.
La taratura interna dello strumento stesso è sufficiente?
No. La taratura interna è una regolazione che lo strumento effettua rispetto al proprio riferimento interno e non fornisce tracciabilità verso l'esterno. Anche il riferimento interno stesso deriva nel tempo; non sostituisce una taratura esterna tracciabile.



