
Regolamento UE sulle batterie: iniziano i requisiti relativi alla classe di prestazione per le batterie dei veicoli elettrici
Dall'18 agosto 2026 sono entrati in vigore i requisiti di classe di prestazione per le batterie dei veicoli elettrici; anche la dichiarazione dell'impronta di carbonio per le batterie industriali oltre 2 kWh è nel calendario.
Il Regolamento UE sulle batterie disciplina la batteria non solo come prodotto ma come ciclo di vita che va dalla materia prima al riciclo. Gli obblighi entrano in vigore per fasi a seconda del tipo di batteria.
Per le batterie dei veicoli elettrici, la classificazione relativa alle prestazioni mira a rendere misurabili e confrontabili le caratteristiche dichiarate di una batteria. Ciò richiede che la dichiarazione del produttore si basi su una catena di misurazione nel fascicolo tecnico.
Gli altri capitoli del regolamento — la dichiarazione dell'impronta di carbonio, il contenuto riciclato e il passaporto della batteria — entrano in gioco secondo tempistiche proprie. I dati raccolti preparandosi per un capitolo sono spesso anche un input per un altro.
Cosa ha cambiato il regolamento
Il Regolamento sulle batterie (UE) 2023/1542 ha sostituito la Direttiva batterie del 2006 e, in quanto regolamento direttamente applicabile, ha introdotto requisiti di sostenibilità, sicurezza e trasparenza lungo l'intero ciclo di vita di una batteria.
L'ambito è ampio: tutte le batterie immesse sul mercato dell'UE — incluse quelle di biciclette elettriche e mezzi di trasporto leggeri (LMT) — rientrano nel quadro. Ciò vincola non solo il settore automotive ma anche i produttori di batterie portatili e industriali.
La logica del regolamento non è che tutto inizi in un'unica data, ma una tempistica scaglionata. Ogni obbligo ha una propria data, che varia a seconda del tipo di prodotto.
Dati di prestazione e durabilità
Dal 18 agosto 2024 è diventata obbligatoria una documentazione con i valori di prestazione elettrochimica e durabilità per le batterie industriali ricaricabili di capacità superiore a 2 kWh, le batterie LMT e le batterie per veicoli elettrici.
Ciò significa che i valori riportati nel catalogo di una batteria non sono più un'informazione di marketing ma una componente di un documento di conformità. Come sono stati misurati i valori e in quali condizioni sono stati ottenuti deve essere registrato.
Dall'impronta di carbonio alla classe di carbonio
Il regolamento richiede che il produttore calcoli e dichiari, con il metodo della valutazione del ciclo di vita (LCA), l'impronta di carbonio generata durante il processo di fabbricazione della batteria. Per le batterie dei veicoli elettrici, l'obbligo di dichiarazione dell'impronta di carbonio è diventato obbligatorio il 18 febbraio 2025.
Agosto 2026 porta la fase successiva: la classificazione secondo classi di prestazione dell'impronta di carbonio. Dichiarare non basta più; il valore dichiarato deve corrispondere a una classe e questa deve essere visibile sul prodotto.
La classificazione rende confrontabili due batterie della stessa capacità in termini di prestazione di carbonio. La conseguenza commerciale è diretta: un acquirente può ora inserire la classe nel capitolato.
Il lavoro sul lato della catena di fornitura
Il calcolo dell'impronta di carbonio non si limita all'impianto proprio del produttore; il risultato non può essere stabilito senza dati su input quali celle, materiale catodico ed elettrolita. Il vero collo di bottiglia non è quindi il calcolo, ma l'ottenimento dei dati dai fornitori.
Il regolamento introduce anche capitoli come il contenuto recuperato e il passaporto della batteria secondo tempistiche proprie. Il passaporto significa che i dati raccolti oggi confluiranno un giorno in un unico registro digitale — ed è la qualità della tenuta dei registri di oggi a ripagare in quel giorno.
Perché l'assetto sulle batterie va oltre la legislazione di prodotto
La normativa sulle batterie stabilisce un ambito diverso dalla legislazione di prodotto classica: oltre alla sicurezza del prodotto, disciplina insieme le sue prestazioni lungo la vita, il contenuto di sostanze, il contenuto riciclato, l'impronta di carbonio e la gestione del fine vita.
Questo ampliamento deriva dalla posizione peculiare della batteria: è al contempo un componente di prodotto, un deposito di energia e un flusso di rifiuti che veicola materie prime critiche. Non può essere regolata su un unico asse.
La conseguenza pratica è che il fascicolo di conformità è più ampio di un fascicolo tecnico classico: oltre ai rapporti di prova, vi rientrano anche i dati della supply chain, il calcolo del contenuto riciclato e la dichiarazione dell'impronta di carbonio.
Cosa dice e cosa non dice una classe di prestazione
La classificazione delle prestazioni mira a esprimere, in un linguaggio comparabile, in che misura una batteria mantiene la propria capacità nel corso della sua vita. La sua funzione è consentire all'acquirente di confrontare prodotti diversi sulla stessa scala.
Una classe non è una garanzia: il degrado nell'uso reale dipende dalle abitudini di ricarica, dalla storia termica e dalla velocità di ricarica, propri dell'utente. La classe rappresenta il comportamento sotto un regime di ciclaggio standard.
La base della classe dichiarata sono i dati di prova, e queste prove richiedono tempo: le prove di vita a ciclo si estendono su mesi. Per un prodotto che richiede una dichiarazione di prestazione, il piano di prova viene quindi avviato prima di ogni altra voce.
Prepararsi al passaporto digitale della batteria
La componente dell'assetto che richiede più infrastruttura è il trasporto digitale delle informazioni sulla batteria: identità, composizione, prestazioni e dati sulla vita diventano accessibili tramite un registro collegato al prodotto.
Prepararsi a ciò non è un esercizio software ma un esercizio di DATI: si stabilisce quali dati sono detenuti dove, chi li aggiorna e come vengono raccolti gli elementi provenienti dalla supply chain. Senza i dati, un sistema per veicolarli non serve a nulla.
Aggiungere una clausola di condivisione dei dati ai contratti con i fornitori è il passo più precoce e più redditizio di questa preparazione.
Cosa fare?
- 1Chiarite su quale misurazione si basano i dati di prestazione da dichiarare.
- 2Istituite già ora il vostro processo di raccolta dati dalla supply chain.
- 3Riunite le tempistiche degli altri capitoli in un'unica roadmap.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce parere legale. Il modo in cui una normativa si applica al vostro prodotto dipende dalle caratteristiche tecniche del prodotto e dal mercato di destinazione; l'ambito esatto può essere determinato solo esaminando il prodotto.
